Intercettazioni telefoniche - Vittorio Emanuele: I videogiochi
Migliardi e Marcella

Le schede contraffatte costituiscono dunque, in buona sostanza, lo 'zoccolo duro' dell’attività commerciale del MIGLIARDI e delle sue aziende. Costui, infatti, dopo aver acquistato le MAGIC BOMB dalla ASTRO CORPORATION, le distribuisce sul mercato secondo due diverse tipologie di commercializzazione, corrispondenti ai diversi rami di attività delle due aziende a lui facenti capo: la ITAL NOLO s.r.l, infatti, provvede al noleggio, in favore dei gestori di pubblici esercizi degli apparecchi e dei congegni da video gioco, contenenti le schede in questione; attraverso la seconda delle aziende a lui facenti capo, la SUPER STAR 2001, il MIGLIARDI Rocco provvede, poi, alla vendita all’ingrosso, agli altri operatori del settore, delle schede in questione, di cui egli è esclusivista per l’Italia.
Emblematica, nel tratteggiare compiutamente le attività della ITAL NOLO s.r.l, è la conversazione telefonica, qui di seguito riportata, intrattenuta tra il MIGLIARDI Giuseppe, figlio di Rocco, e tale Antonio, nel corso della quale il MIGLIARDI spiega a quest’ultimo, che verosimilmente è un suo cliente, gestore cioè di apparecchi distribuiti dalle aziende del MIGLIARDI, il sistema mediante il quale attivare il gioco illecito denominato “MAGIC BOMB”, che risulta celato dietro un gioco di abilità (consistente nella simulazione di calci di rigore), denominato “VIRTUAL STRIKER”.

(Commento del gip all'ordinanza di applicazione di misure cautelari)

Conversazione tra Rocco Migliardi e Marcella (13.10.2004)
Rocco – Pronto.
Marcella – Buongiorno, sono Marcella.
Rocco – Oh, Marcella. Ciao.
Marcella – Ciao, come stai?
Rocco – Bene, bene. Io sono qui a Roma.
Marcella – Ah, sì, sì, sei alla Fiera.
Rocco – Per la Fiera. Dopo Fiera ti ordino subito altre Magic Bomb. Hai saputo qualcosa?
Marcella – Uh… vorrei sapere se lei è soddisfatto per la modificata.
Rocco – Ma quella modificata non c’è niente di mo… è uguale. Dove… fare… puoi mandare un fax per sapere cosa c’è nella modifica? Cosa avete fatto di diverso?
Marcella – C’è una funzione… accendere quella funzione, il gioco comincia soltanto un gioco di calcio… Rocco – Eh, quando si comincia… e come si fa, diciamo… nel test?
Marcella – Dobbiamo fare una modifica… va bene, di questo io…
Rocco – Ma quella che tu hai mandato fa il gioco del calcio solo o no?
Marcella – Uh… è solo un… soltanto un calcio, però dopo un pulsante… dopo un tasto…
Rocco – Eh.
Marcella – …si passa ad altri giochi.
Rocco – Ho capito. Ma questa che hai mandato funziona già così?
Marcella – Sì. Su questo io posso mandarle una telefax. Va bene?
Rocco – Cioè quella… quella che tu hai mandato già fa questo lavoro? Funziona così quella che tu hai mandato? Perché noi non abbiamo visto nulla. Sembra uguale. Comprendi?
Marcella – Se no… il gioco si comincia (parole incomprensibili)…
Rocco – Eh?
Marcella – Sì. Il gioco si comincia da… soltanto un calcio…
Rocco – Eh.
Marcella – Il gioco. Però dopo un calcio si passa… si passa a gioco d’azzardo…
Rocco – Ma tu puoi mandare un fax per vedere come funziona? Fax?
Marcella – Va bene, va bene.
Rocco – Così tu spiegare a noi come funziona questo campione.
Marcella – Sì, sì.
Rocco – Io dopo Fiera ordinare subito Magic Bomb. Può essere pure… venerdì. Ma hai saputo se stanno importando Magic Bomb qui in Italia?
Marcella – Cosa?
Rocco – Hai saputo se ditta italiana sta prendendo Magic Bomb in altri posti del mondo, in America? Non sapere?
Marcella – Non lo so, perché abbiamo venduto Magic Bomb per tutto il mondo (parole incomprensibili).
Rocco – Eh, appunto. Perciò non potete… comunque se dovesse arrivare… cioè eventualmente… faremo modifica di cambiare qualcosa sul nome, per personalizzarla, perché noi mandare in tutto il mondo come Magic Bomb?
Marcella – Se volete cambiare il nome possiamo usare Bomba Magica. Questa va bene per voi?
Rocco – Ah, Bomba Magica. E però mandate voi all’estero, in altri posti, Bomba Magica? Mandare Portogallo?
Marcella – Sì. Però, secondo me, va bene in Italia Bomba Magica… italiano.
Rocco – E’ sempre un nome italiano, ho capito. Però se uno, per dire, va in Portogallo e comprare Bomba Magica portare qui in Italia. Eh. Come fare?
Marcella – Possiamo usare altro nome, se volete.
Rocco – Altro nome. Per non fare arrivare uguale, capisci?
Marcella – Sì, però secondo me forse (parole incomprensibili) abbiamo fatto una piccola modifica del gioco…
Rocco – Ma avete fatto già modifica del gioco?
Marcella – Sì, sì. (parole incomprensibili).
Rocco – Eh, poi mandare il fax, così noi capire come farla funzionare?
Marcella – (parole incomprensibili).
Rocco – Come?
Marcella – E’ molto semplice, facile, soltanto un tasto si passa il gioco a slot.
Rocco – Ho capito, ma noi non capire, perché il tecnico guardare e non capire nulla. Sembra uguale.
Comprendi, Marcella?
Marcella – Va bene.
Rocco – Manda tu un fax e io venerdì… preparare… o venerdì o lunedì (parole incomprensibili) per 300 Magic Bomb. Ok?
Marcella – Certo. DHL?
Rocco – Come? Ah, con la TNT si può fare?
Marcella – Sì, sì.
Rocco – Sì?
Marcella – Va bene. Uh… va bene TNT.
Rocco – TNT va bene? E tu mi mandi per fax, (parole incomprensibili)?
Marcella – Sì.
Rocco – Per 300 Magic Bomb.
Marcella – Sì, lo faccio oggi.
Rocco – Lo fai oggi? Va bene?
Marcella – Sì, certo, senza problema. Però questi 300 pezzi volere versione modificata o normale?
Rocco – No, no, uguale, come prima, Magic Bomb.
Marcella – Va bene.
Rocco – Non modificata. Però tu mandare fax per capire come funziona il campione. Ok?
Marcella – Sì.
Rocco – Io a Natale mandare altri soldi a te.
Marcella – (ride) No, no, non c’è bisogno, grazie.
Rocco – Sì, sì, te li mando. E io appena… poi tu parlare in Direzione, se è possibile fare un nuovo software o modificare gioco, che io venire in Taiwan…
Marcella – Oh, sì, certo. Ma quando?
Rocco – Eh, vediamo, dopo Natale, dopo le feste Natale, gennaio…
Marcella – Ah…
Rocco – O vediamo dicembre… vediamo. Perché io molto impegnato con il lavoro.
Marcella – Sì, certo. Io devo imparare italiano molto molto.
Rocco – No, ma tu già parli bene italiano.
Marcella – No, non mi basta.
Rocco – Ah. Allora vieni in Italia e mi vieni a trovare.
Marcella – Sì, certo. Vorrei andare in Italia ad imparare la lingua.
Rocco – Se tu vieni in Italia io ospitare te albergo, aereo…
Marcella – Ma che bello!
Rocco – Tutto pagato.
Marcella – Ma che gentile! Va bene.
Rocco – Va bene? Quando vuoi puoi venire, che sei ospite mia.
Marcella – Oh, ma che gentile!
Rocco – Va bene, Marcella?
Marcella – Grazie tanto.
Rocco – Ok. Aspetta allora la (parole incomprensibili) per 300 Magic Bomb e mandare fax per capire il prototipo. Ok?
Marcella – Sì. Sei a…
Rocco – Un’altra cosa io domandare a te, Marcella: sulla Vivin Bingo…
Marcella – Sì.
Rocco – Si può aggiungere il gioco del calcio, come Magic Bomb? O no?
Marcella – Uh… va bene, su questo io chiedere (parola incomprensibile).
Rocco – Se tu puoi chiedere, così io fare omologare… cioè, per dire, si vede solo il calcio, poi con una password entrare nel gioco della Vivin Bingo. Comprendi tu? Perché molto buona pure questa scheda. Io adesso ora ordinare altre Vivin Bingo. Manda (parole incomprensibili) anche per 100 Vivin Bingo.
Marcella – 200 Magic Bomb e…
Rocco – 300, 300. 300.
Marcella – Tre.
Rocco – 300 Magic Bomb, 100 Vivin Bingo.
Marcella – Oh, va bene. 300 Magic Bomb…
Rocco – Sì. 100…
Marcella – Ho capito.
Rocco – 100 Vivin Bingo. Però tu mandare… domandare tu in Direzione se è possibile sulla Vivin Bingo mettere il gioco del calcio, come c’è nella Magic Bomb, però che gioca solo quello, poi con una password, magari io mandare a te una e–mail e spiegare. Ok?
Marcella – Dopo un (parole incomprensibili)…
Rocco – Una password e vai a giocare nel Vivin Bingo. Così io fare autorizzare software per legge italiana. Comprendi?
Marcella – Quindi per la legge italiana si chiede…
Rocco – Per la legge italiana bisogna mettere un videogame… comprendi, un gioco del calcio, un altro gioco, come la Magic Bomb, comprendi? Poi con una password vai… entri, diciamo, nelle macchinette, diciamo, le slot machine.
Marcella – Sì. Faccio (parole incomprensibili).
Rocco – Sì. Mandami un fax e io lunedì poi mandare a te un e–mail e spiegare molto bene con e–mail, mandare una lettera e–mail io, dopo Fiera.
Marcella – Va bene.
Rocco – Va bene? Puoi mandare la (parole incomprensibili) perché io comprare o venerdì o lunedì, subito dopo Fiera, 300 Magic Bomb, 100 Vivin Bingo. Ok?
Marcella – 300 e Bingo 100.
Rocco – E Bingo 100. Ok?
Marcella – Sì, soltanto 400, va bene.
Rocco – 400, totale. Ok?
Marcella – Grazie tanto.
Rocco – Ciao, Marcella.
Marcella – Ciao ciao. Buona giornata.
Rocco – Grazie. Ciao ciao.
(Dall'ordinanza di applicazione di misure cautelari del Tribunale di Potenza - Ufficio del giudice per le indagini preliminari)

Migliardi e Bonazza: "La slot? La vendo come videogioco"

Conversazione tra Rocco Migliardi e Ugo Bonazza (04.10.2004)

Nel presente capitolo verrà minuziosamente e precisamente descritta e ricostruita - in ogni suo particolare – l’attività criminosa, riconducibile al sodalizio descritto al capo A) della rubrica, i cui tratti fondamentali sono stati, sia pur sinteticamente, tratteggiati nella parte introduttiva della presente ordinanza, dalle sue origini al suo svolgimento, peraltro ancora in atto.
Proprio con riferimento alla “genesi” dell’associazione in esame (legata – come si è detto- alla necessità e all’impellenza di dover risolvere i problemi e superare gli ostacoli determinati dall’accentramento in capo all’ufficio centrale dei Monopoli di Stato di funzioni che, in particolare in materia di rilascio di nulla osta, erano in precedenza attribuite alle sedi periferiche dei medesimi Monopoli) è fondamentale riportare immediatamente talune conversazioni telefoniche, intercorse fin dall’ottobre del 2004, tra il più volte menzionato MIGLIARDI Rocco e tale BONAZZA Ugo. Nelle numerose conversazioni telefoniche, di seguito riportate, il MIGLIARDI si intrattiene lungamente e diffusamente con il BONAZZA sui numerosi affari illeciti da lui trattati nell’ambito del gioco d’azzardo, soffermandosi sui suoi rapporti con i Monopoli, e palesando, a tal riguardo, le difficoltà legate all’inasprimento della disciplina, dettata in materia dai più recenti interventi normativi.
Emblematica, a tal proposito, è la conversazione telefonica intercorsa tra il BONAZZA ed il MIGLIARDI nel corso del tardo pomeriggio del 4 ottobre 2004. Durante il colloquio, il MIGLIARDI rivela al BONAZZA di aver commissionato a due ditte cinesi la realizzazione di una scheda da video gioco, strutturata in modo tale da celare, sotto la rappresentazione di un gioco di mera abilità, un classico gioco d’azzardo, la slot –machine, la cui attivazione avviene mediante un espediente, consistente nella pressione di un pulsante. Poiché la vigente legislazione italiana vieta e sanziona penalmente l’utilizzo di apparecchiature riproducenti giochi d’azzardo, il MIGLIARDI intende “ottenere”, illegalmente, l’omologazione delle schede in questione e il rilascio dei relativi nulla osta, per poi commercializzarle.
Rocco: No, io domani a te… cioè, hanno spedito oggi, verso mercoledì, giovedì aspetto un altro po’ di schede, capisci, che già mi hanno mandato altre volte, quelle del (nome incomprensibile).

Ugo: Chi, i Cinesi?
Rocco: I Cinesi.
Ugo: Ma queste qua non erano del (parole incomprensibili) cos’è?
Rocco: No, è un’altra ditta. Siccome l’ha visto uno alla sala, ne ha voluto un po’. Però un po’ me li sto portando alla fiera per farli vedere. Solo che ora sai che cosa c’è, il casino? Loro vogliono… per omologare vogliono vedere il videogioco. Allora mi sono messo in contatto io con due ditte cinesi, se mi fanno un videogioco…Ugo: Sì, sì.
Rocco: …e poi con un pulsantino se ne va nella slot. Io gliela vendo come videogioco, poi i cazzi che fanno loro a me non mi interessano.
Ugo: Eh, appunto, te ne frega.
Rocco: E se la fottono loro, capisci? Basta che passa dall’omologa.
OMISSIS
Ovviamente, detta “omologa”, rilasciata dall’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato,  risultando tali schede non conformi  alla legge dello Stato italiano (perché, appunto riproducenti un gioco d’azzardo), non può che essere ottenuta, mediante un percorso criminoso ben determinato  e ben collaudato, che passa attraverso la realizzazione di diverse condotte criminose. Tale circostanza, però, non sembra turbare il MIGLIARDI.
Ugo: C’è problemi ancora, zio Rocco?
Rocco: Sì, i problemi non finiranno mai. Ma non è che noi siamo (parole incomprensibili).
Ugo: Non problemi (parole incomprensibili) questa legge, questi casini, questa roba.
Rocco: Sì, hanno fatto riunioni, c’è sempre casino. No, perché non siamo autorizzati, Ugo, la slot machine…
Ugo: Lo so, ma prima…
Rocco: Quella là con la legge non la vuole comprare più nessuno perché non pagano niente, insomma, la gente si è rovinata…
Ugo: Sì, col 7C adesso non danno più omologazione.
Rocco:  Col 7C non escono nulla osta da là dentro e c’è casino e stiamo cercando altre strade in giro per uscire i nulla osta, capisci?
Ugo: Ma te i nulla osta ce li hai ancora o…?
Rocco: No, e mi sono finiti. Che mi è rimasto? 50. Ne ho comprati 6–700. No, un altro po’ me li hanno promessi, però andremo avanti ancora per un altro mesetto, ora ancora…
Ugo: Ma diciamo che (parole incomprensibili) sono un po’ cattivi, diciamo, se è tutto bloccato.
Rocco: Hanno fatto sequestro… no, se hai schede, se io trovo i nulla osta prima della fiera, le vendo le schede, perché le vogliono con i nulla osta.
Ugo: Sì, sì, ti capisco perfettamente, però dico che c’è un po’ (interruzione), insomma, che non hanno…
Rocco: Hanno fatto qualche sequestro…
Ugo: Non sapete neanche voi di… come va a finire, insomma, questa storia là.
Rocco: Come va a finire?
Ugo: Eh.
Rocco: Che dobbiamo solo… loro fanno una mossa e noi ne dobbiamo fare un’altra, perché...
Ugo: No, no, ma dicevo che praticamente nel senso che se il 7C l’hanno bloccato, se questo…
Rocco: Il 7C non lo vogliono far andare avanti perché lo Stato fa il comma 6 perciò cerca di frenare in tutti i modi, tranne che, se decidono di metterli on line pure il 7C e si mangiano tutto loro, allora dice: “Fatevi i cazzi che volete”.
Ugo: Ma almeno modificassero la legge un po’ del 6… quella lì.
Rocco: Eh, la legge del 6 per quest’anno rimane così, neanche la discutono alla Finanziaria.
Ugo: E’ un disastro.
Rocco: Ma (parole incomprensibili) ha protestato assegni, hanno resettato tutte le macchine, però, tu non lo sai.
Ugo: Ah, ma…
Rocco: C’è indagato Piero, tutti, ma Piero non c’entra.
Ugo: Ma c’è sequestri in giro ancora, o no?
Rocco: Sì, c’è sequestri e hanno resettato tutti i comma 6. Sai cosa hanno fatto? Ci sono stati degli ingegneri che sono riusciti ad entrare nel programma del comma 6, sia Toscana, a Napoli, in Sicilia hanno resettato tutte le macchine per non dargli una lira allo Stato.
Ugo: Mamma mia! (ride)
OMISSIS

Rocco MIGLIARDI è uomo, dunque, che si sa “arrangiare”: di che genere siano gli “arrangiamenti” di cui egli è capace, emerge nitidamente dal tenore e dal contenuto della conversazioni telefoniche di seguito riportate, nel corso delle quali gli interlocutori affrontano proprio il “tema centrale” di come riuscire a procurarsi quegli indispensabili nulla osta di produzione, che – a far data dall’estate 2004, in seguito alle modifiche introdotte nella procedura di rilascio e dirette proprio  a contrastare il fenomeno dei video giochi illeciti – non vengono più rilasciati, in modo autonomo, dagli Ispettorati compartimentali dei Monopoli di Stato (come era accaduto fino a quel momento), risultando, invece, tale rilascio subordinato al parere obbligatorio e vincolante della Direzione centrale dei Monopoli di Stato. D’altro canto, come detto, il possesso dei nulla osta con cui corredare, quasi fossero una sorta di patente di legalità presunta, le schede contraffatte, che egli smercia in Basilicata e in tutta Italia, rappresenta per MIGLIARDI, tanto più in presenza di una recrudescenza di controlli delle Forze dell’Ordine, sempre più diffusi e più serrati, un’esigenza vitale, per soddisfare la quale egli è pronto a “pagare”. Tuttavia, la modifica procedurale, introdotta dalla nota prot. N. 2004/26634/COA/ADI del 12 maggio 2004 ha complicato, per il MIGLIARDI, l’ottenimento dei nulla osta, in quanto, diversamente dal passato, non è più sufficiente contare sulla sola compiacenza di funzionari dell’Ispettorato compartimentale di Messina. Dall’entrata in vigore delle disposizioni contenute nella sopra menzionata nota, infatti, il MIGLIARDI, per ottenere i nulla osta di distribuzione, che gli necessitano, dovrà far leva sui funzionari della struttura centrale dei Monopoli di Stato. 
L’ostacolo si presenta ben presto, quando, nell’autunno del 2004, le aziende del MIGLIARDI, tentando di fare incetta del prezioso titolo abilitativo, inoltrano  presso la sede periferica di Messina dei Monopoli di Stato richiesta di concessione di migliaia di nulla osta. Come si evince dalla documentazione acquisita dagli organi di PG delegati presso l’Ispettorato compartimentale di Messina, la ditta ITALNOLO S.rl., società, come detto, facente capo a Rocco MIGLIARDI - sebbene formalmente intestata al figlio Ignazio MIGLIARDI - ha richiesto ai Monopoli di Stato, nell’arco di tempo compreso tra il 21 ottobre 2004 ed il 6 dicembre 2004, la concessione di oltre seimila nulla osta. Comincia a porsi, allora, per il MIGLIARDI il problema fondamentale – questione centrale della presente trattazione - di allacciare rapporti e, in buona sostanza, di corrompere anche i funzionari dipendenti della predetta Direzione centrale dei Monopoli di Stato , così come fino a quel momento aveva fatto con i funzionari dell’ Ispettorato compartimentale dei Monopoli di Messina. In una prima fase, nel tentativo di ottenere gli agognati nulla osta, conscio della necessità  di far pressione sugli uffici della Direzione Generale dei Monopoli di Stato, Rocco MIGLIARDI incarica il suo consuocero, Giuseppe SCHEPICI, di trovare i “contatti giusti” a Roma.
Il canale di cui lo SCHEPICI si serve è un familiare, il cognato, che, dipendente della sede romana Monopoli di Stato, contatta a sua volta un collega in servizio presso i medesimi uffici affinché questi si presti a favorire il MIGLIARDI. L’esame delle conversazioni telefoniche, qui riportate, intrattenute appunto tra il MIGLIARDI Rocco, il figlio Giuseppe ed il suocero, nonché omonimo di questi, Giuseppe SCHEPICI, offrono uno spaccato significativo dello scenario in cui il MIGLIARDI si muove. Uno scenario, appunto, nel quale gli “arrangiamenti “ sono la regola, in cui si promettono e consegnano mazzette a pubblici funzionari e intermediari per “comprare” la concessione di provvedimenti amministrativi, circostanza questa che emerge con palmare evidenza in particolare dal contenuto delle conversazioni nelle quali il riferimento di MIGLIARDI alla promessa di una ricompensa in denaro a Giuseppe SCHEPICI e a suo cognato è evidente. Nonostante, infatti, questi si schermisca ripetutamente, il MIGLIARDI è esplicito nel rimarcare la sua disponibilità a ricompensare chi avrà utilmente intercesso per fargli ottenere gli agognati nulla osta: “Questa cosa è importante sia per me, sia per te, perché io poi so che… Ma poi so io quello che fare. Ti dico che fai un Natale…il Natale…lo so che lo fai con i tuoi figli , però con i soldi ti fai un bel Natale. Lo so io.”.
Tuttavia, nonostante la “generosa” disponibilità del MIGLIARDI, il canale attivato attraverso l’operato da Giuseppe SCHEPICI non si rivela quello giusto: le richieste del MIGLIARDI non trovano accoglimento, anzi, incontrano un ostacolo nel responsabile dell’ufficio romano dei Monopoli di Stato, preposto proprio al rilascio dei nulla osta. Come si apprende dagli interlocutori delle conversazioni   il pubblico funzionario in questione è “ la dottoressa BARBARITO” ovvero, secondo le parole di Giuseppe MIGLIARDI, “ la femmina che si è impuntata con noi, per le pressioni che abbiamo fatto”.
La circostanza, menzionata da Giuseppe MIGLIARDI relativamente all’episodio di tentata corruzione sopra tratteggiato, si rivela particolarmente significativa, proprio alla luce degli sviluppi successivi dell’indagine. Come si vedrà in seguito e come sarà più dettagliatamente ricostruito, la dottoressa BARBARITO è proprio colei che, “convinta” dall’opera corruttiva dell’associazione a delinquere in questione, supererà l’originaria “impuntatura” nei confronti dei MIGLIARDI, concedendo, pochi mesi più tardi, nel febbraio 2005, proprio quei nulla osta, di cui nel novembre 2004 aveva bloccato il rilascio .
(Dall'ordinanza di applicazione di misure cautelari del Tribunale di Potenza - Ufficio del giudice per le indagini preliminari)

Migliardi e i figli "Un'insalata di nulla osta"

Conversazione tra Rocco Migliardi ed Ignazio Migliardi (il figlio), poi tra Rocco e Giuseppe Migliardi (il figlio) (10.11.2004)

OMISSIS
Rocco: Va bene. Domandagli a tuo fratello com’è finita per i nulla osta.
Ignazio: Aspetta un attimo, te lo passo, aspetta.
Giuseppe: Sì?
Rocco: Giuseppe.
Giuseppe: Eh.
Rocco: Lo hai sentito a tuo suocero per questi nulla osta?
Giuseppe: L’ho sentito prima.
Rocco:  E come è finita?
Giuseppe:  Alle due e mezza doveva chiamare a Roma.
Rocco:   Ma ci sono problemi, secondo te?
Giuseppe:  Ora richiamo, fra dieci minuti…
Rocco: Com’è questa storia qua?
Giuseppe: No, lui… l’altro giorno mi ha detto: “Mercoledì firmano e giovedì arrivano”.
Rocco: No, martedì li dovevano firmare. Ma magari  giovedì, venerdì…
Giuseppe: Martedì?
Rocco: Un giorno in più, un giorno in meno… non mi interessa, dico. Ma come mai, dico, c’è problema, cioè com’è questa storia qua?
Giuseppe: Lui non mi ha parlato di nessun problema.
Rocco : Perché ora io ho comprato le schede della Sace con la scritta Virtual Strike, ho comprato pure le Magic Bomb con la scritta Virtual Strike,  possiamo fare una bella insalata con i nulla osta. Capito o no?
Giuseppe: Ora lo chiamo, subito.
Rocco: Ah?
Giuseppe: Ora richiamo subito.
OMISSIS
Rocco: E fammi sapere questo fatto dei nulla osta, vedi che è una cosa importante, Giuseppe, per sapere di che morte moriamo con questi nulla osta.
Giuseppe: Va bene. Va bene.
OMISSIS

(Dall'ordinanza di applicazione di misure cautelari del Tribunale di Potenza - Ufficio del giudice per le indagini preliminari)

Vittorio Emanuele e Bonazza

Entra in scena Vittorio Emanuele.
Ancora una volta, Rocco MIGLIARDI inquadra nello spazio di una solo battuta il tema dominante della vicenda: “il nulla osta, tutto questo è il discorso”, obiettivo, per conseguire il quale, nasce e si struttura l’accordo criminoso tra il MIGLIARDI stesso, il BONAZZA ed il SAVOIA. A tal riguardo, emblematica nel tratteggiare sia la pronta disponibilità del SAVOIA a spendere la sua influenza per scopi illeciti, sia l’attitudine del BONAZZA a svolgere la sua basilare opera di intermediazione tra i sodali dell’associazione, è la conversazione nella quale il BONAZZA, nel segnalare al SAVOIA l’indirizzo milanese di una casa di appuntamento (circostanza questa parimenti rilevante, proprio perché emblematica del vincolo e del rapporto di confidenza e di collusione esistente tra i soggetti in questione), prospetta al suo interlocutore la necessità di contattare un qualche alto ufficiale della Guardia di Finanza, al fine di agevolare la conclusione di un “grosso business da tre milioni di euro” (riguardante, appunto, proprio la questione dei nulla osta del MIGLIARDI).
La proposta registra l’immediata adesione del SAVOIA, il quale, senza esitazione alcuna, accetta di spendere la propria influenza presso rappresentanti delle Forze dell’Ordine, offrendo, addirittura – con raro cinismo - al suo interlocutore, (“lei vuole un carabiniere o una fiamma gialla?”) la scelta dell’arma e del pubblico ufficiale da “avvicinare”.

Bonazza: sì. Pronto!
Vittorio Emanuele di Savoia: Ugo, sono io. Buonasera, coma va?
B.: buonasera principe! No,io mi scuso, ma.
S.: no, è lei che mi deve scusare perchè dopo sono uscito e non ho più potuto chiamarla.
B.: va bene, bene, bene .Dov'è a Milano,adesso, ancora o?
S.: io sono ancora andando a Milano, in città .
B.: eh,eh,eh.
S.: col Maggiolino.
B.: (ride)
S.: e adesso c'ho, c'ho tre quarti d'ora.
B.: si,si.
S.: e volevo andare a puttane (ride)
B.: se mi chiamava 'sta mattina (ride) vuole andare?
S.: no, ma posso,posso.
B.: dica!Dica!
S.: andare sempre,come si chiamava quella là?
B.: ah,si chiamava , ahm, aspetti il nome, non ricordo più il nome!
S.: come si chiama?
B.: Alicia ,Alice,Alice,Alice.
S.: Alice,Alice!
B.: vuole andare li?E' in via ,in via,in via (...)
S.: in via (...)
B.: in via (...) si,al numero (...).
S.: (...)! Numero. (...).
B.: (...). Però, il numero di telefono non ce l'ho qua dietro, perchè sono  in macchina.
S.: frena, dai! Faccia attenzione!
B.: dica!
S.: no.
B.: (...).
S.: no ha dato una frenata!
B.: uh Madonna!
S.: allora come bisogna fare ? Andare lì e basta?
B.: è lì: suona il campanello, numero (...) e c'è scritto yoga. Yoga, si ricordi!
S.: yoga, proviamo ad andare?Andiamo?Si ricorda?
(in sottofondo si avverte la voce di altra persona , non identificata, pronunciare: "yoga dai")
B.: e no: suoni lì il campanello e dica che, ehm.
S.: allora, le ho detto: strada, come si chiama?
B.: (...).
S.: no, ma non lei,il posto!
B.: ah la via? ah, si chiama in via (...).
S.: via (...)?
B.: proprio: (...).
S.: Mai. Ha capito?
(in sottofondo si avverte la voce di altra persona, non identificata, pronunciare: "...")
B.: è una laterale di via (...) vicino lì, poi la cerca.
S.: via (...) lì.
B.: ecco: il numero è (...).
S.: e il numero è (...).
B.: é club yoga. Yoga club c'è scritto.
S.: è il club Yoga.
B.: suona lì, eh...
S.: ti dà fastidio di portarmi?
B.: no suona ,fà suonare dall' amico che è assieme,e, ehm.
S.: ma lei lo conosce il mio amico?
B.: .ah bè, se è sempre lo stesso allora basta! E' a posto!
S.: sì.
B.: allora lei suona e gli dice. No!Lei stia in macchina principe, ha capito?
S.: si,si,si.
B.: qui piove, diluvia  noi non so se a Milano è bel tempo o piove.
S.: no: fa bello adesso.
B.: ecco ,va bene, allora suona,lei resta in macchina, lui suona, gli dice: "guardi noi siamo qua" e basta! Tutto qua e basta!
S.: si,si,si,si,si.
B.: le dica che caso mai ci sono problemi che io passerò venerdì che devo andare venerdì a Milano perché poi io sabato  raggiungo  Aix les Bains.
S.: ma gli do duecento euro e non di più eh?
B.: no,no, anche niente!
S.: eh?
B.: non gli dica niente: gli faccia gli faccia un salutino, un bacino e basta. Gli dica che mi  arrangio io con me dopo. Ha capito?
S.: e no!  Ma se no me la deve chiamare lei, no,no,no (...)
B.: no,no! Ma, la faccenda è che sono a Treviso, sono  fuori,fuori non ho, ho il telefono, il telefono ce l'ho in ufficio, fatalità, non so il numero, ha capito?
S.: si, ma noi ci vediamo lassù, eh?
B.: io sabato mattina sono gia la perchè io c'ho l'olio per lei, perchè quello lì (...)
S.: io sono venerdì su, grazie!
B.: ah,venerdì siete là?
S.: sono lì venerdì sera.
B.: allora arrivo venerdì notte anch'io allora dai.
S.: va bene. Il signor Migliardi anche?
B.: e sì,sì,sì! E bè! E per forza, anche!
S.: io stasera mangio con Tatoni.
B.: perfetto,perfetto!
S.: perchè Tatoni viene qui e gli dò la documentazione.
B.: perfetto,perfetto va bene! Lei rientra domani a Ginevra, allora?
S.: io rientro,attenzione! Io rientro domani pomeriggio, però a Ginevra rientro domani sera.
B.: senta! Mi permetta adesso una parolina sola di lavoro: una cosa. Io avrei...
S.: sì,mi dica!
B.: io avrei bisogno che lei mi presentasse o se lei potesse parlare a un generale qua, della Finanza, perchè c'è un grosso affare, bussines, grosso,grosso,grosso,grosso, va bene (...)
S.: ma cosa vuole? Chi vuole?
B.: un'amicizia.
S.: mi lasci parlare!
B.: si,si.
S.: lei vuole un carabiniere o una fiamma gialla?
B.: fiamma gialla, fiamma gialla.
S.: ok,sarà fatto.
B.: allora,ehm.
S.: ne parliamo quando ci vediamo.
B.: sì,sì,sì: E no! Diciamo che non è una cortesia solo! E' per lavoro: un lavoro pulito.
S: ma sì: ho capito,ho capito!
B.: c'è un business da tre milioni di euro. Va bene?
S.: d’accordo?
B.: ecco allora.
S.: allora hai capito dov'è?
(altra persona in sottofondo risponde  "si")
B.: ecco io, io sono a Treviso adesso appena,appena coso,se mi cerca.
S.: se no la richiamo, eh?
B.: via  (...): dove è stato già, se lo ricordi. Suoni il campanello o faccia suonare dall'amico.
S.: eh?
B.: hei! Non faccia scendere lei dalla macchina.
S.: no, ma non ha il numero, dice e allora bisogna andare a suonare.
B.: numero (...), si,si, no.
S.: numero diciotto. E che nome dico? Ugo?
B.: no, e bè! Ha già capito, dica Vittorio. O Ugo. Ugo: dica Ugo.
S.: Ugo Vittorio!
B.: Ugo, si, Vittorio e basta.
S.: (ride)
B.: va bene?
S.: si!
B.: ah?
S.: tanto in mezz'ora è fatto, poi rientro.
B.: eh! E basta! Un bel lavoretto fatto bene, tranquillo! Ne ho fatto anch'io uno oggi, tranquillo così! ( ride)
S.: sì,sì,sì.
B.: va bene?
S.: perfetto!Allora a più tardi, grazie Ugo!
B.: principe, caso mai, se c'è problemi mi chiami !
S.: se c'è un problema lo chiamiamo
B.: cento euro,cento euro non dia più niente ,niente,niente,niente,mi chiami quando è lì  quando è lì mi passa a me e lei  la ragazza va bene?
S.: d’accordo
OMISSIS

Che l’affare da tre milioni di euro, proposto dal BONAZZA al SAVOIA, sia quello riguardante il rilascio dei nulla osta richiesti dal MIGLIARDI, risulta ben chiaro dal contenuto della conversazione telefonica intercorsa nella stessa data, e cioè il 30 novembre, fra il BONAZZA ed il MIGLIARDI, appena poche ore dopo il sopra riportato dialogo tra il SAVOIA d il BONAZZA. Il contenuto ed il tenore dello scambio di battute tra i menzionati interlocutori, infatti, mostrano in maniera inequivocabile che l’affare, per il quale il SAVOIA si è dichiarato disponibile a spendere la propria influenza, riguarda proprio il rilascio da parte dei Monopoli di Stato dei nulla osta richiesti dall’imprenditore siciliano.
In maniera altrettanto inequivocabile, il MIGLIARDI dichiara esplicitamente che, in caso di buon esito dell’affare, ricompenserà generosamente sia il BONAZZA, sia il SAVOIA, sia il pubblico funzionario compiacente ( “Se ci fanno il favore” dice Rocco all’amico Ugo “c'è soldi per tutti: per te, per lui, per quello là che me li dà.”). Appare, dunque, immediatamente chiara ai tre interlocutori la destinazione di denaro ai pubblici ufficiali, avvicinati e disponibili.
(Dall'ordinanza di applicazione di misure cautelari del Tribunale di Potenza - Ufficio del giudice per le indagini preliminari)

Narducci e De Luca: "Sui soldi non ci sputa nessuno"

Nel corso della citata conversazione telefonica, dunque, proprio per ordine del SAVOIA, il NARDUCCI anticipa al DE LUCA i termini generali della questione che riguarda il MIGLIARDI, e si impegna a trasmettergli via fax la documentazione in suo possesso, ricevuta in precedenza, come già detto, per il tramite del BONAZZA, e consistente in copia delle richieste di nulla osta, presentate dal predetto MIGLIARDI ai Monopoli di Stato.
La medesima questione viene nuovamente affrontata in una successiva conversazione telefonica tra i predetti NARDUCCI e DE LUCA ( trascrizione n. 1900.0422), nel corso della quale il primo spiega al secondo i particolari della vicenda MIGLIARDI. Dal canto suo, DE LUCA Achille, impeccabile faccendiere,, mostra immediatamente piena disponibilità ed attitudine (poi ampiamente dimostrata dai fatti) a superare ogni sorta di ostacolo: “ ha le mani in pasta dappertutto conosce tutti, l'unico che può farsi fare un piacere è lui perchè conosce, cioè, muove, muove, muove delle pedine che noi non possiamo muovere”.
E’ ancora una volta significativa ed emblematica la circostanza che tutti gli appartenenti al gruppo si muovano in assoluta sinergia, con inequivocabile comunione di intenti e di interessi, comunicandosi ogni piccola novità in tempo reale.

Conversazione tra Gian Nicolino Narducci e Achille De Luca (18.01.2005)

(OMISSIS)
G.: come và , ciccio, stai bene?
A.: tutto molto bene!
G.: allora, allora: ti spiego un attimo. Sicuramente il principe ti ha già spiegato tutto di quella cosa lì.
A.: sì.
G.: lì c’è da guadagnare dei soldi.
A.: uhm?
G.: no? Molti soldi! Allora, questo signore, questo siciliano, questo, questo, lui si chiama, si chiama, aspetta nè! Si chiama: e non mi ricordo come si chiama! Comunque, ehm, non è un amico del principe: è un conoscente del principe, no? Però, pare che le abbia già fatto, già guadagnare qualcosa. Allora, ecco: tutto quello che, tutto quello che è stato fatto è assolutamente a norma di legge, eh! Non è, non è una cosa!
A.: ho letto.
G.: non devi chie. Ecco, non c'è. Non devi chieder dei piaceri. Ecco: l'unica cosa che bisogna chieder dei piaceri, per fare anticipare, per fare, cioè, siccome magari saranno molti, saranno molti che hanno fatto di queste richieste, perchè sai, di queste macchinette sono, sono. Cioè, sono delle macchinette come tipo quelle che ci sono ai casino.No?
A.: sì.
G.: hai capito? Che adesso vengono date, vengono date, per esempio in alcuni bar che hanno, che hanno una licenza particolare e possono mettere questa macchinetta che è una macchinetta. Cioè, in poche parole,è un gioco d'azzardo legalizzato.
A.: sì, le conosco.
G.: ecco, queste macchinette. Ecco, allora, bisognerebbe vedere. Siccome, magari ne avranno tante, allora questo mio amico della Guardia di Finanza, questo colonnello che c'è a Torino, che lui mi ha detto: " io con, con, a Roma, a Roma, con il Monopolio di Stato non posso metterci le mani" M'ha detto: "ti faccio parlare con una persona". Però questa persona non arriva fino a fine settimana, non si sa se arriva, se non arriva, allora, è stato bene che il principe ne abbia parlato con te.Bisognerebbe vedere di trovare qualcuno, lì al Monopolio,che prenda la pratica e tac! Al posto che è sotto la faccia passar sopra! Però, tieni conto che, tieni conto,che quelle pratiche sono già tutte centralizzate al computer.
A.: uhm,uhm.
G.: hai capito?
A.: sì.
G.: non so come possono fare per prendere una pratica e farla passare prima di un'altra. Boh! Però, però: pare che ci siano delle persone che lo abbiano fatto.
A.: va bene.
G.: cioè, prima si fà, meglio è, perchè, perchè questi hanno la possibilità di vendere subito queste macchine, se no arriva il concorrente e le vende il concorrente.
A.: ho  capito.
G.: è tutto lì!
A.: senti: e perchè il colonnello non ha niente a che vedere con i Monopoli?
G.: perchè lui è, lui con Roma non vuole metterci il naso.
A.: però è sempre Guardia di Finanza!
G.: sì lo sò! Però m'ha detto: "Nicolino, qui il"Cioè, allora, siccome questo qui è una persona che ha,ha avuto, è stato anche indagato molti anni fà, e poi, poi e poi è stato pulito. Sai che c'è stato qualche ufficiale della Guardia di Finanza, è andato a finire anche sui giornali,questo qua, no? E allora lui non vuole, non vuole chiedere dei piaceri, magari a delle persone che posson pensare" questo qui fà questa cosa perchè guadagna".
A.: ok.
G.: hai capito? E' tutto un, è tutto così. Cioè lui, cioè lui è stato molto chiaro. Mi ha detto: "se ci fosse stato qualche cosa a Torino lo avrei fatto volentieri, però questa cosa qui è un  pò ". Cioè è sempre, dipende sempre dalla Guardia di Finanza, però lui è in una situazione che non può chiedere dei piacere. Se fossero cose che può far lui, le fà. Ma chiedere dei piaceri a degli altri, diventa, diventa complicato per lui.
A.: tutto chiaro.
G.: va bene. Ciccio, come va? I principi stanno bene? Cosa avete fatto ieri?
A.: sebbene io per questa pratica ho avuto un appuntamento stamattina.
G.: bene, bravo!
A.: ho emesso un documento ieri che è la sintesi di questo che mi hai detto. Ho avuto un appuntamento stamattina che è stato positivo.
G.: bene, mi fà molto piacere.
A.: eh.
G.: eh, ma vedi, purtroppo, questo cose qui, sono,sono, cioè, sono a Roma? Era,era inevitabile,era inevitabile. Cioè,io, ieri quando ho parlato con il principe ho detto: "ma, e De Luca?".Lui mi ha detto: "guarda che ho già parlato con De Luca!".  "Ecco", ho detto:" De Luca è lì, ha mani in pasta dappertutto, conosce tutti, se,se,l'unico che può farsi fare un piacere è lui perchè conosce, cioè, muove, muove, muove delle pedine che noi non possiamo muovere.
A.: ho degli amici, ho delle persone che conosco. 
G.:eh! Hai capito? No,no,no,non posso. Cioè, io,io,io sono contentissimo.
A.: la cosa mi piace perchè è totalmente regolare: ho verificato.
G.: no,no: è totalmente regolare. Per carità! Non c'è nessun! Poi  è tutta una cosa.
A.: ho verificato quelle cose: si tratta di una cortesia di,di.
G.: è una cortesia: esatto! Cioè, ecco,ecco: l'unica cosa ,l'unica cosa è che, tieni conto che, Achille, c'è da guadagnare, cioè dei soldi perchè questo qui quando tutto và a posto ci dà del grano. hai capito? Che naturalmente beneficerai anche te! Ecco.Anzi beneficerai forse più te di me. Ecco: questo sicuramente.
A.: molto bene.
G.: che sai, non è che sui soldi nessuno ci sputa, ecco! Hai capito?
A.:  assolutamente!
G.: eh!
A.: ma poi, quando la cosa è talmente regolare!
G.: poi sai: se arrivano dei soldi, ti viene anche l'uccello duro!
A.: (ride)
G.: (ride) hai capito?
A.: ieri sera ci siamo divertiti.
G.: e dove siete andati?
A.: da Cesare.
G.: dì, ma senti: il principe è andato a scopare?
A.: io non lo so.
G.: (ride) lì, con S(....)!
A.: non lo sò.
G.: no, perchè S(...) mi ha assicurato l'altro ieri, che gli faceva scopare la fidanzata di O(...).
A.: bisogna vedere se
G.: se ci è riuscito.
A.: non ne ho proprio l'idea perchè tengono tutto molto riservato.
G.: no,no, beh, ma è giusto! Ci mancherebbe altro , dai!
A.: mi auguro per lui che ci sia riuscito.
G.: eh,eh,eh.Sì, il principe lo tiene riservato, Sandonà non tanto! Lì bisogna stare attento con quello lì , eh!
A.: eh! Hai voglia!
G.: perchè non è che mi piaccia molto.
OMISSIS

Lo sbarco ai Monopoli attraverso Salvo Sottile La conversazione sopra riportata si rivela particolarmente significativa sotto diversi profili. Il CICCOLINI fa ancora una volta riferimento ai canali da lui attivati ed ai passaggi seguiti per “segnalare” il MIGLIARDI alla compiacente attenzione dei Monopoli di Stato; il medesimo spiega chiaramente di essersi rivolto ad altro soggetto (il SOTTILE), che a sua volta ha contattato una terza persona (il PROIETTI), autrice della segnalazione finale e del contatto diretto con i Monopoli. Le affermazioni del CICCOLINI, circa il percorso seguito per giungere ai Monopoli di Stato, sono puntualmente confermate dalle ulteriori risultanze emerse da numerose altre conversazioni telefoniche, dalle quali emerge nitidamente la “triangolazione” DE LUCA – CICCOLINI, CICCOLINI – SOTTILE, SOTTILE – PROIETTI, anello finale di congiunzione tra corruttori e corrotti.
Il contenuto delle conversazioni, intervenute tra il CICCOLINI e il SOTTILE, non lascia adito ad alcun dubbio, sia in ordine al coinvolgimento dei due personaggi nella vicenda in esame, sia in ordine all’individuazione dei funzionari da “contattare”, sia, infine, in ordine alle provvigioni a tali soggetti corrisposte, attinte ovviamente dalla provvista messa a disposizione dal MIGLIARDI, destinata in parte ai dirigenti del Monopolio e in parte ai predetti mediatori, come corrispettivo della loro illecita attività d’intermediazione.

(Dall'ordinanza di applicazione di misure cautelari del Tribunale di Potenza - Ufficio del giudice per le indagini preliminari)

Checchino e i Monopoli

Il contenuto delle conversazioni, intervenute tra il CICCOLINI e il SOTTILE, non lascia adito ad alcun dubbio, sia in ordine al coinvolgimento dei due personaggi nella vicenda in esame, sia in ordine all’individuazione dei funzionari da “contattare”, sia, infine, in ordine alle provvigioni a tali soggetti corrisposte, attinte ovviamente dalla provvista messa a disposizione dal MIGLIARDI, destinata in parte ai dirigenti del Monopolio e in parte ai predetti mediatori, come corrispettivo della loro illecita attività d’intermediazione.

Conversazione tra Salvatore Sottile (detto Salvo) e Tullio Ciccolini (12.04.2005)

S.: si?
C.: ehi!
S.: ciao frocio!
C.: ma sei in America? Noo!
S.: no!
C.: ah, non sei andato col capo!
S.: e no! Sono rimasto qua a controllare le cazzate che fanno gli altri.
C.: i miei?
S.: eh, tutti!
C.: (ride) sai, su quello sono d'accordo con te. Sei stronzo, ma sei una persona valida.
S.: uhm.
C.: capito?
S.: eh beh meno male.
C.: senti una cosa, due cose. Una, al novantanove per cento quella cosa va bene, e poi dopo mi devi dire quello che devo fare.
S.: come al novantanove per cento, eh (...voci accavallate...)
C.: e l'ultima rispo...  oggi pomeriggio mi danno la risposta (...)
S.: (...) poi io glielo dico a lui e poi mi dice lui no?
C.: eh. Ho capito. Poi, invece, l'altra. Hai chiamato i Monopoli? Col cazzo!
S.: no. Devi aspettare giovedì, perchè deve farlo Checchino.
C.: va bene.
S.: va bene?
C.: va bè: noi sempre bene?
S.: ma manco per niente, ma vaffan...
C.: va bene, questo è importante.
S.: stronzo di merda.
C.: vuol dire che sei sempre savio, va bene.
S.: pezzo di merda, che schifo che fai
C.: (ride). No, però, però, di (...) merda c'è solo uno.
S.: tu.
C.: no, (V...) (ride)
S.: amico tuo.
C.: (ride) ciao.
S.: vabbè ciao, ciao.

Nella conversazione, il SOTTILE fa inequivocabile riferimento al PROIETTI, chiamandolo “Checchino”, nomignolo confidenziale con il quale il SOTTILE si rivolge di consueto al PROIETTI, con cui intrattiene rapporti quotidiani di lavoro. A conferma del fatto che si tratti proprio del PROIETTI, insiste la circostanza che il 12 aprile 2005 – e cioè quando si svolge la sopra menzionata conversazione, nella quale il SOTTILE invita il CICCOLINI a pazientare fino al successivo giovedì - il PROIETTI non si trovava in Italia, ma al seguito del Ministro degli Esteri, On. FINI, in viaggio negli Stati Uniti. Ad ogni buon conto, subito dopo essersi intrattenuto a telefono con il DE LUCA, il CICCOLINI contatta il SOTTILE Salvo.

Ciccolini e De Luca: "Mi manda Palazzo Chigi"

Nella conversazione di seguito riportata - intercorsa tra il CICCOLINI ed il DE LUCA pochi minuti prima che questi giungesse a Trastevere presso la sede dei Monopoli di Stato – si fa riferimento all’amico di Palazzo Chigi.

Conversazione tra Tullio Ciccolini e Achille De Luca. (07.02.05)

C.: pronto!
A.: ciao, buona giornata.Achille!
C.: Achille, chi?
A.: tra un qualche minuto arrivo a Trastevere. Quindi...
C.: beato te!
A.: da lì chiamerò per farmi ricevere dalla signora.
C.: va bene.
A.: va bene? Le dico che.
C.: considera che io ho sentito ieri l'amico mio del, di Palazzo Gigi.
A.: sì.
C.: e mi ha detto: "Oh, non rompere i coglioni. T'ho detto vai avanti a spada tratta. Io vado in Russia e torno mercoledì"
A.: va bene.
C.: comunque,vai, vai tranquillo. Caso mai dici, ehm, che ne so, se ti serve, dici, dalla vice, dalla vice-presidenza del Consiglio. Eh!
A.: va bene.
C.: ciao.
A.: ti abbraccio.

Emblematica dell’efficacia della sollecitazione prevenuta sui Monopoli dall’amico di Palazzo Chigi, uomo legato all’On. FINI, è la conversazione telefonica intercorsa in data 11 febbraio 2005 tra lo stesso DE LUCA ed il CICCOLINI, durante la quale al primo che chiede : “mi hanno fatto capire... che dentro c'è anche il... dottor Tino. Nel caso in cui mi dovesse chiedere qualcosa sul mandante, io non lo conosco come si chiama?”, il secondo risponde : “e... no come fai... non so chi abbia detto ehm..... Comunque la Presidenza del Consiglio”. Per poi precisare, in risposta al DE LUCA che continua a domandare: “presidente o vice, o vice-presidente?”, “vice-presidente del Consiglio… eh! Fini! eh!”.

Conversazione tra Tullio Ciccolini e Achille De Luca. (11.02.05)

T: pronto.
A: la.... la riunione sta perdurando.
T: eh.
A: e mi hanno fatto capire... che dentro c'è anche il... dottor Tino. Nel caso in cui mi dovesse chiedere qualcosa sul mandante, io non lo conosco come si chiama?
T: e... no come fai... non so chi abbia detto ehm..... Comunque la Presidenza del Consiglio.
A: presidente o vice, o vice-presidente?
T: vice-presidente del Consiglio.
A: eh! E chi è il titolare della vice-presidenza del Consiglio?
T: eh! Fini! eh!
A: ma non è ministro?
T: eh? Tutti e due.
A: ma non è agli esteri! Ah, ok!
T: uhm! Ciao.
A: va bene. Baci, ciao.

Il CICCOLINI tranquillizza ancora una volta il DE LUCA sul buon esito dell’affare, assumendo di aver appena ricevuto rassicurazioni in tal senso dal suo amico di Palazzo Chigi, il SOTTILE appunto, così definito in ragione del ruolo da lui rivestito e del legame con il Vice-residente del Consiglio dei Ministri.

Conversazione tra Tullio Ciccolini e Achille De Luca. (02.02.05)

T.: vediamoci domani dopo i riscontri Che ti devo dire?
A.: sì! Perchè a questa ora dovranno già esserci i riscontri.
T: va bene!
A.: se non facciamo una figura di merda!
T.: eh: gli devi dà i soldi!
A.: ti abbraccio.
T.: senti un pò, invece: ti ha detto lui il discorso...
A.: me la ripeti piano, piano.
T.: quando viene?
A.: io vengo pomeriggio ,sera, sono lì.
T.: no! Quando viene lui!
A.: no! E quello è già a, come si chiama, è fuori!
T.: non ci siamo capiti! Quando possiamo avere un incontro con lui?
A.: non me l'ha detto quando viene, non me l'ha detto.
T.: ciao.
A.: baci, ciao
Conversazione tra Tullio Ciccolini e Achille De Luca (04.02.05)
A: presidente.
T: dimmi.
A: allora: mi ha chiamato il nostro uomo, il quale dice: "i miei colleghi"
T: eh.
A: "stanno ricevendo tan, tutti quanti i nulla osta."
T: eh.
A: e quindi si sta verificando quello che mi hai detto.
T: eh.
A: cioè che sei andato e hai sbloccato tutto di tutti.
T: eh.
A: a me non mi è arrivato neanche uno di tutti quelli che avevo chiesto."
T: eh, oh. Io non.
A: cioè lei, lui sta diventando l'unico a non ricevere i nulla osta.
T: (...).
A: quindi abbiamo sbloccato il mondo, ma lui è rimasto al palo. Gli altri hanno cominciato a ricevere già da martedì, mercoledì. Oggi è venerdì.
T: e riprova a chiamà! Scusa fammi una cortesia: riprova a chiamare quei, questo signore, come si chiama? Rispoli.
A: no. Rispoli non riceve. Ha detto che è una cosa passata a quella, quella signora là, la dottoressa.
T: e vai direttamente dalla dottoressa! Io sto a palazzo Marchesi : sto fòri!
A: e ma io non posso ! Devi, devi farmi fissare tu un appuntamento.
T: non posso: perché quello stà fuori! Cioè sta in giro, sta con il Presidente Fini. Non posso dirgli: "Guarda, torna a Roma e fagli la telefonata". Hai capito? Perché è una via indiretta, hai capito? Vai lì direttamente dalla dottoressa, dici: " Guardi io c'ho sto problema, a che punto stiamo?"
A: si ma se non ho il mio interlocutore, faccio la stessa cosa dell'altra volta. Il,  ehm, non ti conoscevano.
T: in che senso? A me non mi conoscono, no!
A: bravo! Ha ricono, hanno riconosciuto il fatto.
T: oh, bravo.
A: ma se. Io non posso andare a giocare al buio così. Devi, devi fare. Fammi preannunciare da una telefonata.
T: e allora lascia, allora lasciamo stare, Achille! Cioè io non ti ho detto, n on, non è, non, non posso forzare determinati mani. E' stato fatto tramite la presiden, la, tramite via della Scrofa, questo, questo rapporto.
A: si.
T: e questo rapporto andava bene. Se tu non te, non te senti di andare lì e dire guardi: "Io ho già, ho già incontrato Rispoli, volevo sapere a che punto stava, cioè qua, eccetera, eccetera." Io intanto.
A: tu vuoi che faccia così?
T: si. Io e così devi fare, capito? Perché così devi fa! Perché così che ti può dì?  Ti caccia via? Non, non può essere, no?
A: no intanto ho fatto.
T: io intanto cerco di, cerco di rintracciarlo. Hai capito? Aspetta. Fa così come ti dico io, dai!
A: eh, ma un, un nome, un qualcosa. Non posso fare?
T: quello che t'ho detto. Io adesso non ce l'ho più quel nome che t'avevo detto. Come si chiama la dottoressa che mi avevi detto? Vai dalla dottoressa.
A: si, dottoressa.
T: tu dici: " sono già stato"
A: Barbarito.
T: "sono già stato ricevu"
A: dottoressa Barbarito.
T: Barbarito. "Sono già stato dal dottor... Rispoli, il quale mi ha detto che stava tutto procedendo, voglio sapere a che punto stava perché... la nostra società.... avrebbe bisogno di concludere questa operazione. "
A: perfetto. A quel punto la signora, prima di parlare con me, mi dice: "Co. Oltre aver parlato con Rispoli, chi la manda?" E io non gli posso dire: mi manda...
T: lo so però io non posso di... me... mi manda il, il... ti manda il... il... vice-ministro,  perché quella magari è dall'altra parte e ci manda a fanculo, hai capito?
A: eh. Nelle more?
T: come chi la manda, come chi la manda. E' un diritto tuo, acquisito. Ci sta una lettera. E c'è che! Come, chi mi manda? Eh!
A: e, ma la Barbarito, non è, non è indicata in nessuna lettera. Ed è la titolare,è alla.E' la superiore di Rispoli.
T: me l'ha detto Rispoli, me l'ha detto Rispoli. Allora pure Rispoli ti poteva dire la stessa cosa. Non c'era per niente indicato nella lettera di Rispoli, no! Giusto? Achille ti stai a perdere in un bicchiere d'acqua, secondo me. Eh!
A: e mi devi dire tu come mi devo comportare.
T: tu devi andare lì e dici : "io ho parlato con
A: perché io poi... (...)
T: ....ho già, ho già avuto un incontro col dottor Rispoli. Per quanto riguarda questa situazione, il dottor Rispoli mi ha detto che la pratica ce l'ha lei...
A: eh.
T: vogliamo sapere a che punto stava. Anche perché...
A: d'accordo.
T: molti altre persone....
A:  le altre persone....
T: hanno già ricevuto questi". Io intanto cerco di rintracciare chi di dovere.
A: bravo.
T: però è diverso:  non è come se...
A: nel frattempo perché io questa telefonata non potrò farla prima di un'ora e mezzo. Io prima di farla....
T: ok, ok. Ti chiamo dopo, ti chiamo dopo.
A: chiamerò fra un'ora e mezza.
T: cià, ciao.
A: ciao

Puntualmente, il CICCOLINI, dopo aver parlato con DE LUCA, chiama il SOTTILE e chiede a questi, senza mezzi termini, “a nome di chi” il DE LUCA possa presentarsi alla BABARITO, dirigente dei Monopoli di Stato. Il SOTTILE risponde senza esitazione: “eh, è stato il, Tino, il capo, il capo assoluto dei, del… è il capo dei Monopoli”.
(Dall'ordinanza di applicazione di misure cautelari del Tribunale di Potenza - Ufficio del giudice per le indagini preliminari)

De Luca e Barbarito: "Meglio di persona che al telefono"

Ancor più indicativo è il contenuto della conversazione n. (...), relativa all’abboccamento telefonico tra il faccendiere DE LUCA e la dottoressa BARBARITO Anna Maria, dirigente dei predetti Monopoli, nonché compagna convivente del medesimo Direttore generale TINO Giorgio.
Nella conversazione in esame, il cui testo qui si riporta per esteso, la BARBARITO, rivolgendosi al DE LUCA, fa esplicito riferimento al direttore (afferma, infatti, la funzionaria: “Senta, allora, io dicevo questo: perché mi aveva detto il direttore, insomma”) e, al fine di  discutere “tranquillamente” della questione,  fissa al faccendiere un appuntamento presso i suoi uffici ( “perché non viene qui, magari ne parliamo un attimo?… perché forse è meglio che per telefono!”).
E’ significativo che la BARBARITO eviti accuratamente di trattare per telefono la questione, di cui TINO l’ha investita, così come appare rilevante - e ciò sarà più dettagliatamente esaminato in seguito - che sia proprio l’intervento del menzionato Direttore generale  a rivelarsi determinante, nell’indurre la medesima BARBARITO ad agire in favore del MIGLIARDI.

Conversazione tra Achille De Luca e Anna Maria Barbarito. (07.02.2005)

B.: pronto?
A.: sono Achille De Luca, dottoressa Barbarito?
B.: buongiorno.
A.: a lei, buon lavoro.
B.: buongiorno. Senta, allora, io dicevo questo: perché mi aveva detto il direttore,insomma.
A.: sì,sì.
B.: ma perché non viene qui, magari ne parliamo un attimo?
A.: io sarei felice di incontrarla!
B.: eh, perché forse è meglio che per telefono!
A.: quando posso venire da lei? Posso disturbarla domattina?
B.: domani mattina.
A.: a che ora?
B.: eh, facciamo verso le nove e mezza ?
A.: va bene.
B.: ok?
A.: il caffè insieme domattina.
B.: va bene.
A.: chiedo di lui giù in portineria.
B.: sì,sì,le dicono se ci sono.
A.: alle nove e trenta,domattina.
B.: a dopo, arrivederci.

Grazie ai buoni uffici del CICCOLINI e dei suoi influenti amici, il DE LUCA, il 7 febbraio 2005 contatta telefonicamente la BARBARITO e si accredita presso di lei come referente di una ditta di Messina,  la ITALNOLO che, come già detto è, insieme alla SUPER STAR 2001, una delle due aziende facenti capo al MIGLIARDI Rocco, operanti nel settore dei video giochi. Nel far presente che la ITALNOLO ha presentato istanza di concessione di nulla osta ai Monopoli di Stato, il DE LUCA sottolinea che: “ è al corrente anche il dottor Tino”. La BARBARITO coglie immediatamente la significativa allusione del DE LUCA, a comprova di essere stata investita della questione dal suo superiore, e concorda col faccendiere un appuntamento per il giorno successivo.

A PRANZO DAL PRINCIPE
In data 18 maggio 2005, il DE LUCA contatta telefonicamente la dottoressa BARBARITO e, sebbene l’argomento primario della conversazione tra il faccendiere e la dirigente dei Monopoli di Stato riguardi la positiva conclusione di un’altra operazione illecita, condotta dal DE LUCA su commissione dell’imprenditore ZAMBRANO Gennaro e parallelamente a quella del MIGLIARDI, il dialogo tra i due interlocutori contiene un significativo brano, nel quale il DE LUCA invita la funzionaria (che accetta di buon grado) ed i suoi collaboratori ad un’udienza e ad un pranzo con la famiglia del SAVOIA Vittorio Emanuele.
A tal proposito, le parole del DE LUCA costituiscono un’eloquente allusione alle ragioni che motivano un tale invito, ovvero “la disponibilità” dimostrata dalla BARBARITO grazie all’intermediazione operata dal DE LUCA in nome e per conto del SAVOIA,  nei confronti del MIGLIARDI. Asserisce, infatti, il DE LUCA: “mi faccio l'obbligo e il piacere di avervi a pranzo con noi per quella vicenda lì”.

Converzazione tra Achille De Luca e Anna Maria Barbarito (18.05.05)

B.: pronto
A.: grazie, hanno sciolto le riserve...
B.: ah...mi fa piacere...
A.: si può fare una...
B.: (...)
A.: si, si può fare una cosa da cinquecento, un  primo slot da cinquecento, un secondo....se....il primo...il primo gruppo di cinquecento va bene, se ne possono chiedere altri, compatibilmente con il mercato e pare che tutto vada bene
B.: quindi chiederebbe cinquecento....quindi eh.... sono cinquecento...
A.: al momento.... cinquecento, però, siccome questa ne può tirare moltissimi di più, prima vediamo come vanno questi cinquecento..
B.: è certo, prima si valuta l'impatto che ha e poi si decide.....
A.: ho detto a Casalone che per...
B.: si...
A.: ehm...qualche cosa in più la devo fare... quindi nella prossima visita del principe Vittorio Emanuele eh ...con la famiglia qui a Roma
B.: si
A.: mi permetto di invitarvi per un incontro personale
B.: ah..va bene...
A.: se la cosa le fa piacere, lei mi darà i nomi di... lei, C(...)...ehm..C(...) egli altri...e vi faccio un'udienza tutta per voi..
B.: ah...va bene
A.: perchè devo dire, ci penso...siamo in famiglia, sono delle persona che mi hanno aiutato e quindi...va bene?
B.: ho capito...va bene
A.: se le fa piacere, se non le fa piacere perchè ha le sue riserve verso la famiglia io non mi oppongo....
B.: no, io non ho riserve verso nessuno, io sono una persona aperta, per carità (ride)non ho...
A.: (ride) mi faccio l'obbligo e il piacere di avervi a pranzo con noi per quella vicenda lì
B.: va bene, ok..
A.: e poi lei mi darà i nomi degli altri..
B.: delle persone dell'ufficio che magari hanno piacere, va bene...
A.: da qui può scegliere...può scegliere tutti quelli che lei dice, ci facciamo una...una occasione...lei comanda, lei è la madrina di questa cosa
B.: (ride)
A.: va bene?
B.: va bene, grazie..
A.: prego...si..
B.: grazie, arrivederla, arrivederla...

(Dall'ordinanza di applicazione di misure cautelari del Tribunale di Potenza - Ufficio del giudice per le indagini preliminari)

"I Videogiochi"
"Il casinò"
"Gli altri affari"
"Salvatore Sottile: la Rai"
"Salvatore Sottile: il caso Mussolini"