Linea Maginot
BACKGROUND
Nel 1919 la Francia era tra le nazioni vincitrici della Prima Guerra Mondiale, ma la vittoria aveva un enorme prezzo da pagare. Le forze armate francesi avevano contato oltre sei milioni di morsi, le province del nord erano state disastrate dai combattimenti e la nazione era caduta in una forte depressione a causa degli ingenti debiti che la guerra aveva generato. Nel momento in cui i politici si misero all'opera per imporre una "pace punitiva" alla Germania, nella speranza di prevenire o evitare nuove aggressioni, l'esercito francese cominciò a valutare quali misure si sarebbero potute prendere per proteggere la nazioni da future invasioni.
Il comando supremo delle forze armate era diviso in due. Un gruppo, sotto il comando del maresciallo Foch, il comandante supremo alleato alla fine della guerra, sosteneva che la migliore difesa era l'attacco; se la Germania avesse tentato di entrare in francia, l'esercito sarebbe dovuto intervenire immediatamente attraversando il Reno. L'altro gruppo riteneva che l'esperienza dell'ultima guerra e della battaglia di Verdun in particolare, hanno chiaramente dimostrato la superiorità di fortificazioni permanenti dotate di postazioni difensive pesantemente armate, in grado di infliggere grandi perdite al nemico in caso di attacco. L'aspetto demografico inoltre non era da sottovalutare. La francia aveva una popolazione di 40 milioni di individui contro i 70 milioni della Germania che, tra l'altro, aveva un indice di natalità superiore rispetto alla Francia. Gli studi svolti sulla prospettiva di una guerra intorno agli anni '30 mostravano che la Francia avrebbe avuto la possibilità di arruolare un numero sensibilmente inferiore di soldati rispetto alla Germania. Questa inferiorità numerica si sarebbe potuta colmare con adeguate strutture difensive lungo tutta la frontiera franco-tedesca.
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